Decreto 102/2014

contabilizzazione

“Nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione entro il 31 dicembre 2016 da parte delle imprese di fornitura del servizio di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. L’efficienza in termini di costi può essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459. Eventuali casi di impossibilità tecnica alla installazione dei suddetti sistemi di contabilizzazione devono essere riportati in apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato”

“quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento degli appartamenti e delle aree comuni, qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori, e all’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti. E’ fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà.”

“È soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 a 2500 euro il condominio alimentato dal teleriscaldamento o dal teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento che non ripartisce le spese in conformità alle disposizioni di cui sopra.”

 

In pratica questo cosa vuol dire?  Il calore centralizzato di divide in due quote (norma UNI 10200 del 2014): quella volontaria di cui si usufruisce tramite la volontà di aprire o chiudere i termosifoni e la quota involontaria, che a sua volta va in parte dispersa tramite i fumi e una parte va comunque a riscaldare tutti gli appartamenti dell’edificio tramite i tubi di distribuzione dell’impianto. Questa quota involontaria è comunque in carico alle spese relative all’esercizio corrente del riscaldamento condominiale.

Il decreto legislativo 102/2014, recependo a sua volta disposizioni europee, impone l’adozione obbligatoria in tutto il territorio italiano dispositivi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per impianti termici centralizzati e che venga usata la norma UNI 10200 per ripartire le spese relative al calore volontario (da suddividersi in base all’effettivo consumo) e al calore involontario (da suddividersi secondo la tabella dei millesimi di riscaldamento).

Quindi in pratica l’amministratore del condominio deve affidarsi per legge ad un termotecnico che nella relazione tecnica include, oltre al progetto dell’impianto di termoregolazione e contabilizzazione, i criteri di ripartizione previsti dalla UNI 10200. 

Se questo non avviene qualsiasi condomino può impugnare una ripartizione fra le quote e invalidare i conteggi. 

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